Guida ai jeans “sostenibili”: cosa valutare prima dell’acquisto e 9 brand europei che mi piacciono

jeans blu e colorati

Guida ai jeans “sostenibili”: cosa valutare prima dell’acquisto e 9 brand europei che mi piacciono

Spesso associamo i jeans agli Stati Uniti, ma la loro storia comincia anche in Italia. Già tra il Cinquecento e il Seicento, a Genova si produceva un resistente tessuto di cotone e lino, tinto di blu e utilizzato anche per l’abbigliamento da lavoro. Il termine inglese jeans sembra derivare proprio da Gênes, il nome francese di Genova.

Il jeans come lo conosciamo oggi, però, nasce negli Stati Uniti nell’Ottocento: nel 1873 Levi Strauss e Jacob Davis brevettarono l’uso dei rivetti in rame per rinforzare i pantaloni da lavoro, contribuendo alla nascita del moderno blue jeans.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti (letteralmente): la produzione di un paio di jeans può richiedere migliaia di litri d’acqua lungo la filiera, soprattutto per la coltivazione del cotone e i processi di tintura e finissaggio, oltre a energia e sostanze chimiche. L’impatto varia però molto a seconda dei materiali e dei processi produttivi, quindi non esiste una quantità d’acqua uguale per ogni paio.

Oggi, per fortuna, diversi brand stanno sperimentando fibre alternative, cotone riciclato, tinture a minor consumo d’acqua e processi di lavaggio e finissaggio più efficienti. Qui ho raccolto alcuni dei miei preferiti, dal più economico al più premium.

Cosa guardare in un jeans?

Se vuoi capire meglio come è stato prodotto un paio di jeans, non fermarti a parole come sostenibile, eco o responsible: da sole dicono poco e possono essere utilizzate in modo molto generico. È più utile cercare informazioni verificabili sul materiale e sui processi. La composizione indica, per esempio, se il denim contiene cotone biologico o riciclato e in quale percentuale; le certificazioni possono aggiungere informazioni sulla fibra e, in alcuni casi, sulle fasi di lavorazione. Anche il lavaggio e la tintura meritano attenzione: tecnologie come laser, ozono o sistemi di riduzione del consumo d’acqua possono modificare significativamente il modo in cui il denim viene trattato, ma è importante capire a quale fase e a quale prodotto si riferisce l’affermazione, invece di considerarla automaticamente una garanzia di basso impatto. Per la parte sociale, invece, conviene cercare informazioni sulla filiera e sugli standard applicati negli stabilimenti, non limitarsi al paese indicato sull’etichetta.

Non è necessario conoscere tutte queste tecnologie per fare una scelta consapevole: i glossari del Vestito Verde possono aiutarti ad approfondire i termini, le certificazioni e i processi che trovi nelle schede dei prodotti. L’obiettivo non è trovare il jeans perfettamente sostenibile, ma avere abbastanza informazioni per capire quali caratteristiche contano di più per te e confrontare i diversi prodotti su basi più solide.

Qui sotto ho selezionato alcuni brand che mi piacciono e che, per materiali, processi produttivi o approccio alla filiera, trovo interessanti da conoscere. Come al solito, i link qui sotto sono affiliati. Questo significa che se acquistate tramite questi link, state supportando il Vestito Verde. Grazie ❤️

Yes Friends

Yes Friends è un brand britannico che punta a rendere l’abbigliamento etico più accessibile, lavorando principalmente con cotone biologico e certificato Fairtrade. La maggior parte dei capi è prodotta in India, in stabilimenti certificati GOTS e Fair Trade, mentre i jeans sono realizzati in Turchia in una fabbrica certificata GOTS e sottoposta a audit Sedex SMETA.

Particolarmente interessante è il sistema di Living Wage Premium: oltre al prezzo concordato con i fornitori, Yes Friends versa un bonus direttamente alle lavoratrici e ai lavoratori dei propri fornitori di primo livello, calcolato in base al tempo necessario per realizzare ogni capo e ai parametri locali del salario dignitoso.

Sul fronte ambientale, il brand utilizza cotone biologico, tinture certificate GOTS e lavora con stabilimenti che dichiarano di riciclare l’acqua utilizzata nei processi produttivi. I due stabilimenti partner sono inoltre supportati dall’energia solare e gli scarti di produzione vengono riciclati.

Fascia di prezzo: €
Target femminile e maschile
Provenienza: Regno Unito

Armedangels

ARMEDANGELS è un brand tedesco che dedica una parte importante della propria proposta al denim, con il progetto DetoxDenim, sviluppato per ridurre l’impatto delle fasi più problematiche della produzione dei jeans. Utilizza cotone biologico e riciclato, oltre a materiali alternativi come canapa, lino e Lyocell ottenuto anche da scarti di cotone. Per i trattamenti del denim impiega, tra le altre tecnologie, ozono e laser, che permettono di ridurre il consumo di acqua e l’uso di sostanze chimiche rispetto ad alcuni processi tradizionali.

Per quanto riguarda le certificazioni, ARMEDANGELS dichiara che il 23% del proprio denim è certificato GOTS, mentre il 46% degli stili denim è certificato GRS. Utilizza inoltre certificazioni OCS e RCS per verificare rispettivamente il contenuto di fibre biologiche e riciclate e la loro tracciabilità. Le certificazioni riguardano quindi specifici materiali o prodotti e non l’intera collezione denim.

Sul piano sociale, il brand è membro della Fair Wear Foundation, con audit indipendenti sulla propria filiera.

Fascia di prezzo: €€
Target femminile e maschile
Provenienza: Germania

Kuyichi

Kuyichi è un brand olandese specializzato in denim, nato nel 2000 con l’obiettivo di dimostrare che i jeans potevano essere prodotti in modo diverso. Nel 2004 ha lanciato una delle prime collezioni di denim in cotone biologico e da allora ha continuato a sperimentare con materiali riciclati, rigenerativi e a minore impatto. Oggi non utilizza cotone convenzionale: il cotone impiegato è biologico, rigenerativo, riciclato, in conversione o proveniente da deadstock.

Il brand presta attenzione anche alle fasi di tintura e lavaggio, tradizionalmente tra quelle più impattanti nella produzione dei jeans, utilizzando tecniche e sostanze chimiche a minore impatto. La produzione è concentrata soprattutto in Turchia e Kuyichi pubblica la lista dei propri fornitori. È inoltre membro della Fair Wear Foundation dal 2020.

Kuyichi dispone di diverse certificazioni per i materiali e i prodotti: GOTS (Global Organic Textile Standard) per il cotone biologico, GRS (Global Recycled Standard) per le fibre riciclate e Regenagri per il cotone proveniente da agricoltura rigenerativa. La certificazione può variare in base al singolo prodotto, quindi è sempre utile verificare quale standard è associato al capo che si sta acquistando.

Tra i progetti più interessanti c’è la sperimentazione sul denim riciclato post-consumo: nel 2024 il brand ha realizzato i primi jeans in denim composto al 100% da cotone riciclato proveniente da vecchi jeans. Ha inoltre ampliato il servizio di riparazione e sviluppato capsule realizzate con denim recuperato.

Fascia di prezzo: €
Target femminile e maschile
Provenienza: Paesi Bassi

amt.

amt. studio è un brand spagnolo che realizza i propri jeans privilegiando materiali riciclati e processi produttivi locali. Il denim viene prodotto principalmente in Spagna e Portogallo, in collaborazione con piccoli produttori e fornitori europei, mantenendo la filiera relativamente vicina al brand.

Per la collezione denim utilizza principalmente cotone biologico e riciclato, cercando di ridurre il ricorso a fibre vergini e l’impatto delle diverse fasi di produzione. Alcuni dei tessuti utilizzati sono certificati secondo standard come il Global Recycled Standard (GRS), che verifica la presenza di materiale riciclato e alcuni aspetti ambientali e sociali della filiera. La certificazione va comunque verificata in relazione al singolo tessuto o prodotto.

La produzione in piccoli quantitativi e la scelta di fornitori locali fanno parte dell’approccio del brand a un denim più durevole e meno legato ai cicli veloci della moda.

Fascia di prezzo: €€
Target femminile e maschile
Provenienza: Spagna

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Thinking Mu

Thinking MU è un brand spagnolo che dedica particolare attenzione al denim, utilizzando cotone biologico e riciclato e sperimentando processi produttivi pensati per ridurre il consumo di risorse. La linea Clean Denim, per esempio, utilizza composizioni che combinano cotone biologico e riciclato e, secondo il brand, la produzione circolare permette di risparmiare fino al 90% dell’acqua rispetto ai processi tradizionali.

La tracciabilità è un altro elemento centrale: ogni capo è dotato di un QR code che permette di seguirne la storia, dall’origine dei materiali alla produzione, e di consultare informazioni sull’impatto ambientale e sociale. Il brand lavora con fornitori principalmente in Spagna, Portogallo, Turchia, India e Cina, cercando di produrre nello stesso Paese in cui vengono reperiti i tessuti per ridurre gli spostamenti.

Per quanto riguarda le certificazioni, Thinking MU utilizza GOTS (Global Organic Textile Standard) e OCS (Organic Content Standard) per il cotone biologico e GRS (Global Recycled Standard) per le fibre riciclate. Le certificazioni sono associate ai singoli materiali e prodotti: alcuni jeans, per esempio, sono realizzati con cotone biologico certificato GOTS o OCS, mentre altri utilizzano fibre riciclate certificate GRS.

Fascia di prezzo: €
Target femminile
Provenienza: Spagna

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Dawn Denim

DAWN Denim è un brand di denim fondato nel 2015 in Germania, nato dall’esperienza dei fondatori nel settore e dalla possibilità di produrre direttamente nella propria fabbrica di Saigon, in Vietnam. La scelta di possedere e gestire direttamente lo stabilimento permette al brand di avere un controllo più diretto sulle condizioni di lavoro e sui processi produttivi.

Sul piano sociale, DAWN è membro della Fair Wear Foundation dal 2018 e ha ottenuto per diversi anni consecutivi lo status di Leader nel relativo Brand Performance Check. Nell’ultima valutazione disponibile ha ottenuto 92 punti su 100. La produzione avviene interamente nella propria fabbrica, dove le persone che si occupano del taglio e della confezione sono direttamente impiegate dall’azienda.

Per i materiali utilizza, tra gli altri, cotone biologico, canapa e Tencel™, e lavora per ridurre l’impatto delle fasi di produzione del denim. I capi sono inoltre dotati di un QR code sviluppato con Retraced, che permette di consultare informazioni sulla filiera e i certificati associati al singolo prodotto.

DAWN porta avanti anche progetti di upcycling e riparazione: con Art on Broken Pieces, per esempio, i jeans con piccoli difetti di produzione vengono trasformati in pezzi unici attraverso ricami e patch, invece di essere scartati.

Fascia di prezzo: €
Target femminile e maschile
Provenienza: Germania

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Kings of Indigo

Kings Of Indigo è un brand olandese nato nel 2010 e particolarmente legato al mondo del denim. La sua ricerca si concentra sulla riduzione dell’impatto dei jeans attraverso l’utilizzo di fibre riciclate, cotone biologico e, più recentemente, cotone rigenerativo e cotone riciclato post-consumo. Nel 2025 ha presentato il suo primo capo realizzato con cotone proveniente da vecchi indumenti, mentre oggi sta lavorando per aumentare ulteriormente l’impiego di materiali riciclati e ridurre l’uso di fibre miste.

Dal 2024 Kings Of Indigo dispone delle certificazioni GOTS (Global Organic Textile Standard) e GRS (Global Recycled Standard), applicate alle produzioni che rispettano i relativi requisiti. Il brand permette inoltre di seguire la provenienza del singolo capo attraverso un QR code presente sull’etichetta, dalla fibra al prodotto finito.

Per allungare la vita dei jeans offre una garanzia di tre anni e sta sviluppando servizi di riparazione e riutilizzo. Per la produzione dichiara inoltre di privilegiare partner certificati BSCI e di applicare un proprio Codice di Condotta per le condizioni di lavoro.

Fascia di prezzo: €€€
Target femminile
Provenienza: Paesi Bassi

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E.L.V. Denim

ELV Denim è un brand britannico fondato nel 2018 da Anna Foster che realizza capi utilizzando denim e altri tessuti recuperati, dando una seconda vita a materiali provenienti soprattutto da capi vintage e pre-loved. Il denim viene selezionato, lavato e classificato prima di essere trasformato in nuovi modelli, rendendo ogni capo unico.

La produzione avviene a East London, entro un raggio di circa cinque miglia dallo studio del brand, attraverso una rete di artigiani e piccoli produttori locali. Anche gli scarti di lavorazione vengono recuperati, attraverso tecniche come il patchwork, la trasformazione in filato di denim o carta, mentre quelli non ulteriormente utilizzabili vengono destinati al riciclo tessile.

Il risultato sono jeans e altri capi dal design contemporaneo, realizzati senza ricorrere a denim vergine e con un approccio che mette upcycling, artigianalità e produzione locale al centro del processo.

Fascia di prezzo: €€€
Target femminile
Provenienza: Regno Unito

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AKYN

AKYN è un brand britannico fondato nel 2025 da Amy Powney, già direttrice creativa di Mother of Pearl, che ha fatto del denim uno dei pilastri della sua proposta. I jeans sono realizzati in Europa utilizzando cotone biologico, riciclato o rigenerativo, con alcune versioni non tinte e altre sottoposte a trattamento all’ozono, che permette di ridurre il consumo di acqua, energia e sostanze chimiche rispetto ai processi tradizionali.

Il brand lavora inoltre sulla tracciabilità della filiera e dichiara di seguire direttamente i propri fornitori e produttori. La maggior parte della collezione viene realizzata in Portogallo, mentre alcune produzioni limitate vengono confezionate nell’atelier di AKYN a East London.

Fascia di prezzo: €€€
Target femminile
Provenienza: Regno Unito

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