Guida a cappotti sostenibili: 6 modelli che mi piacciono e cosa valutare prima dell’acquisto

Guida a cappotti sostenibili: 6 modelli che mi piacciono e cosa valutare prima dell’acquisto

Un buon cappotto può accompagnarci per molti anni, stagione dopo stagione. Per questo, quando ne cerco uno, più che alla parola “sostenibile” guardo ai materiali, alla qualità della confezione, alla provenienza e soprattutto a quanto penso che riuscirò a indossarlo nel tempo. Questa è quindi una selezione personale di cappotti che mi piacciono, scelti per caratteristiche diverse: dalla lana certificata alla lana riciclata, dalla canapa ai materiali riciclati. Non significa che questi siano in assoluto i cappotti più “sostenibili” sul mercato, né che i brand che li producono lo siano in ogni loro aspetto. La scelta migliore dipende anche dalle proprie priorità: evitare materiali animali, privilegiare fibre riciclate, cercare un prodotto Made in Italy o semplicemente trovare un modello che si possa immaginare di indossare per molti anni.

Cosa valutare quando si sceglie un cappotto

Il primo elemento da guardare è naturalmente il materiale. La lana può essere una buona scelta se si cerca un cappotto caldo e durevole, soprattutto quando proviene da filiere certificate o quando è riciclata. Anche materiali come canapa e lana possono essere combinati per ottenere tessuti adatti all’inverno. Per chi preferisce evitare le fibre animali, esistono invece cappotti imbottiti o realizzati con materiali sintetici riciclati. In questo caso vale la pena considerare non soltanto l’origine riciclata della fibra, ma anche durata, manutenzione e possibilità di riparazione. Infine, per un capo come il cappotto, che tende ad avere un prezzo più elevato rispetto ad altri vestiti, considero particolarmente importante scegliere un modello che piaccia davvero. Un cappotto molto versatile, ben fatto e che viene indossato per molti anni può avere più senso, per la propria situazione, di un acquisto fatto soltanto perché presenta determinate caratteristiche ambientali.

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LANIUS

LANIUS propone diverse tipologie di cappotto, dalle versioni in lana vergine ai modelli in cotone biologico GOTS, fino a opzioni realizzate con materiali riciclati. Tra le proposte c’è anche il Padded Coat, un cappotto imbottito realizzato in poliestere riciclato certificato GRS, pensato come alternativa a chi preferisce non utilizzare lana o altri materiali di origine animale. Il Global Recycled Standard (GRS) certifica il contenuto di materiale riciclato e stabilisce anche requisiti ambientali e sociali lungo la filiera. È quindi un’informazione più precisa della semplice dicitura “riciclato”. Mi piace LANIUS soprattutto perché permette di confrontare materiali e tipologie di cappotto diverse all’interno dello stesso brand, a seconda delle proprie priorità.

Target: Femminile
Prodotto: Cappotti e cappotti imbottiti
Stile: Minimal e quotidiano

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ZEROBARRACENTO

ZEROBARRACENTO è un brand italiano che basa il proprio approccio sulla riduzione degli sprechi nella progettazione e nella produzione dei capi. Tra i suoi capispalla ci sono modelli dalla silhouette ampia, tra cui una cappa in lana riciclata realizzata con tessuti MANTECO. Una delle opzioni utilizza MWool®, composto per il 60% da lana riciclata, insieme a poliammide e poliestere. La lana riciclata viene ottenuta attraverso il riciclo meccanico di indumenti pre e post-consumo. In alcune varianti, il colore viene ottenuto mescolando fibre rigenerate senza aggiungere nuovi coloranti. È una proposta interessante per chi vuole dare priorità all’utilizzo di lana riciclata invece che di lana vergine. È però importante guardare sempre alla composizione completa: una fibra riciclata non significa necessariamente che il capo sia composto esclusivamente da materiale riciclato.

Target: Gender neutral
Prodotto: Cappotti e capispalla
Stile: Oversize e contemporaneo

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BEDI Studios

Forse alcuni di voi sanno che ho vissuto in Canada. Ecco, posso garantirvi che i canadesi non ne sanno tanto di cibo, ma sicuramente ne sanno di freddo. BEDI Studios propone un tipo di cappotto molto diverso da quello classico in lana: parka tecnici pensati per affrontare temperature rigide. Il SLAT 3/4 Parka, ad esempio, è prodotto in Canada e progettato per temperature dichiarate dal brand comprese tra +10 °C e -30 °C. Il rivestimento esterno utilizza ECONYL®, un nylon rigenerato ottenuto da materiali di scarto, mentre l’imbottitura è realizzata con un isolamento sintetico multistrato. Il brand dichiara inoltre che i propri parka sono vegani, resistenti all’acqua e lavabili in lavatrice, e che vengono prodotti in piccoli lotti in Canada. Offre anche una garanzia a vita contro i difetti di produzione. Lo trovo interessante soprattutto per chi vive in un clima freddo e cerca un capo tecnico da utilizzare quotidianamente. In questo caso, calore, resistenza, manutenzione e durata possono essere priorità più importanti rispetto alla scelta di una fibra naturale.

Target: Femminile e maschile
Prodotto: Parka invernali
Stile: Tecnico e minimal

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Another Tomorrow

Qui saliamo parecchio di prezzo, ma secondo me la qualità dei materiali e della confezione lo motiva. Another Tomorrow propone cappotti dalla linea classica e contemporanea, con modelli in lana certificata e silhouette generalmente essenziali e oversize. Tra le proposte del brand ci sono cappotti realizzati in 100% lana proveniente da allevamenti certificati secondo il Responsible Wool Standard (RWS). Lo standard include requisiti relativi al benessere degli animali e alla gestione delle aziende agricole. Another Tomorrow indica inoltre una filiera italiana per alcune delle proprie lavorazioni: il tessuto viene tessuto e tinto a Prato, mentre il capo viene confezionato a Presezzo, in provincia di Bergamo. Mi piace questo brand soprattutto per chi cerca un cappotto che possa funzionare anche oltre le tendenze stagionali. Le linee sono classiche, ma alcuni dettagli permettono di renderle meno tradizionali.

Target: Femminile
Prodotto: Cappotti invernali
Stile: Classico contemporaneo

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AKYN

AKYN propone cappotti molto riconoscibili, caratterizzati da silhouette femminili e dettagli decorativi. I cappotti in lana del brand utilizzano Burel, un tessuto portoghese in lana infeltrita. La lana proviene da pecore portoghesi ed è dichiarata non mulesed; il brand indica inoltre il Portogallo sia per la materia prima sia per la produzione. Il risultato è molto diverso dal classico cappotto sartoriale minimal: alcuni modelli sono lunghi e avvolgenti, con cinture da annodare in vita e dettagli decorativi.

Lo prenderei in considerazione soprattutto se, oltre alla composizione e alla provenienza, si vuole dare importanza alla ricerca estetica. Un capo che ci piace davvero e che continuiamo a indossare per molti anni può infatti essere una scelta più sensata di un cappotto acquistato soltanto perché risponde a una determinata tendenza.

Fascia di prezzo: €€€€
Target: Femminile
Prodotto: Cappotti lunghi in lana

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Opera Campi

Opera Campi propone capispalla che partono dalla ricerca sui materiali e sulla costruzione dei tessuti. Tra le proposte c’è Cogne, realizzata con Lanapa®, un tessuto composto dal 60% di lana Merino australiana e dal 40% di canapa. Il tessuto viene progettato dal brand e realizzato in Lombardia, mentre il capo viene cucito su richiesta nei laboratori di Parma. Secondo Opera Campi, la combinazione di lana e canapa permette di ottenere un tessuto caldo e termoregolante, mentre la garzatura interna ne aumenta morbidezza e capacità termica. È una proposta che trovo interessante per chi vuole guardare non soltanto alla fibra utilizzata, ma anche a come viene progettato il tessuto e dove viene realizzato il capo.

Target: Gender neutral
Prodotto: Capispalla invernali
Stile: Tecnico e contemporaneo

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Come scegliere il cappotto giusto per te

Non sceglierei un cappotto soltanto perché viene presentato come “sostenibile”. Prima guarderei a quello che per me conta davvero: il materiale, la temperatura a cui lo utilizzerò, la qualità della confezione, la provenienza e, soprattutto, la probabilità che continui a piacermi tra cinque o dieci anni.

Se vuoi evitare materiali animali, puoi orientarti verso un cappotto imbottito come quello di LANIUS o verso una soluzione tecnica come BEDI Studios. Se invece preferisci la lana, puoi valutare certificazioni come RWS oppure scegliere lana riciclata, come nel caso di ZEROBARRACENTO. E se ti interessa sperimentare materiali naturali meno convenzionali, la combinazione di lana e canapa di Opera Campi è particolarmente interessante.

In ogni caso, non esiste un unico materiale o un unico modello che sia “il più sostenibile” per tutti. Per me, il punto di partenza rimane sempre lo stesso: comprare un cappotto che ci piaccia abbastanza da volerlo indossare a lungo.

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