Quando si parla di sneakers sostenibili, è facile perdersi tra pelle vegetale, materiali riciclati, certificazioni e promesse di “zero impatto”. Ma una premessa è doverosa: non esistono scarpe sostenibili in senso assoluto. Una sneaker può essere interessante per chi vuole evitare materiali animali, ma meno convincente per chi dà priorità all’uso di materiali naturali. Un’altra può utilizzare materiali riciclati certificati, ma essere prodotta molto lontano. Per questo non esiste una caratteristica che renda automaticamente una scarpa “sostenibile”: bisogna guardare materiali, durata, produzione, certificazioni e fine vita e capire quali aspetti corrispondono maggiormente alle proprie priorità.
Cosa valutare quando scegli un paio di sneakers
1. I materiali
Le sneakers sono spesso composte da molti materiali diversi: tomaia, fodera, intersuola, suola, lacci e colle possono avere composizioni completamente differenti. Non basta quindi leggere “realizzata con materiali riciclati”: è meglio verificare quale materiale è riciclato e in quale percentuale. Tra le alternative interessanti si trovano cotone biologico, gomma naturale, materiali riciclati e biomateriali ottenuti da scarti dell’industria alimentare, come bucce di mela, vinacce, mais o foglie di ananas.
Attenzione però a un equivoco frequente: “vegetale” non significa necessariamente “biodegradabile”. Molti materiali cosiddetti bio-based contengono comunque una parte di poliuretano o altre plastiche.
2. Le certificazioni
Le certificazioni possono essere un modo utile per verificare che almeno una parte delle dichiarazioni del brand sia stata controllata da un soggetto indipendente. Tra quelle che si incontrano più spesso nelle sneakers ci sono:
- GOTSGlobal Organic Textile Standard Leggi: certifica le fibre biologiche e stabilisce anche requisiti ambientali e sociali lungo la lavorazione tessile.
- GRSGlobal Recycled Standard Leggi (Global Recycled Standard): verifica la presenza di materiale riciclato e la sua tracciabilità lungo la filiera.
- OEKO-TEXOeko-Tex Standard 100 Leggi Standard 100: riguarda soprattutto la presenza di sostanze potenzialmente nocive nel prodotto, non certifica che una scarpa sia “sostenibile”.
- FSCForest Stewardship Council Leggi: può riguardare materiali provenienti da foreste gestite secondo determinati criteri, compresa la gomma naturale certificata in alcune filiere.
- Fairtrade: riguarda le condizioni economiche e sociali della filiera certificata, ma bisogna verificare a cosa si riferisca esattamente la certificazione: cotone, fabbrica o altro.
- PETA-ApprovedPETA Approved Vegan Leggi Vegan: indica che il prodotto o il brand non utilizza materiali di origine animale.
- EU Ecolabel: è una certificazione ambientale europea che può riguardare specifici materiali o prodotti, non necessariamente l’intera filiera.
Una certificazione, quindi, non è un bollino che rende automaticamente sostenibile tutta la scarpa: è importante capire cosa sta effettivamente certificando.
3. Dove viene prodotta
Anche la provenienza è un elemento da considerare. Produrre in Europa può significare una filiera più vicina e sottoposta a normative sociali e ambientali più stringenti, ma “made in Europe” non equivale automaticamente a produzione etica o a basso impatto. Meglio ancora quando il brand indica non soltanto il Paese di assemblaggio, ma anche l’origine dei materiali e, possibilmente, i fornitori.
4. Quanto dureranno?
È probabilmente uno degli aspetti più importanti e spesso meno considerati. Una scarpa realizzata con un materiale innovativo ma che si rovina dopo pochi mesi non è necessariamente una scelta migliore di una sneaker più tradizionale che può essere utilizzata per anni. Prima di acquistare, quindi, guarderei anche a qualità della costruzione, possibilità di sostituire la soletta, riparabilità e disponibilità di un servizio post-vendita. Non è semplice prevedere quanto dureranno un paio di sneakers, ma iniziando a prestare attenzione alla fattura vedrete che piano piano l’occhio si abitua.
5. E alla fine della sua vita?
In Italia esiste una filiera specifica per la raccolta e il riciclo delle scarpe sportive: esosport Run, attiva dal 2009, è indicata da ESO come il primo progetto in Italia ed Europa dedicato a questo tipo di riciclo. Esosport raccoglie scarpe da ginnastica a fine vita attraverso appositi contenitori ESObox presenti in negozi, impianti sportivi, comuni e altre strutture aderenti. Le scarpe vengono poi trasportate all’impianto ESO Recycling di Tolentino, nelle Marche, dove vengono lavorate per ottenere una nuova materia prima seconda.
In particolare, la gomma delle suole può essere trasformata in granulato utilizzato per realizzare pavimentazioni antitrauma, parchi giochi e piste sportive. È importante però non interpretarlo come un riciclo “da scarpa a scarpa”: la sneaker non viene trasformata integralmente in una nuova sneaker. Il processo recupera soprattutto la componente in gomma e la trasforma in materia prima per altre applicazioni. Se hai un paio di sneakers che non puoi più utilizzare, sul sito di esosport puoi consultare la mappa dei punti di raccolta e trovare quello più vicino a te.
9 brand di sneakers sostenibili che mi piacciono
Non sono una classifica e non penso che uno di questi brand sia “il più sostenibile” in assoluto. Li ho scelti perché rappresentano approcci diversi: dal cotone biologico e Fairtrade ai materiali ottenuti dagli scarti alimentari, dalla canapa alla pelle di mela.
Agazi
Agazi è un brand polacco specializzato in calzature vegane, con sneakers dal design piuttosto minimalista e contemporaneo. La produzione finale avviene in Polonia, in una fabbrica dell’area centro-orientale del Paese; il brand dichiara inoltre di utilizzare materiali certificati e riciclati. Good On You lo valuta “Great” e segnala il Global Recycled Standard (GRSGlobal Recycled Standard Leggi) tra le certificazioni utilizzate. Le sneakers sono 100% vegan e cruelty-free e utilizzano, a seconda dei modelli, materiali innovativi come pelle di mela, materiali derivati dall’uva, canapa e alternative alla pelle ottenute da mais.
Interessante anche la costruzione: alcuni modelli utilizzano la tecnica Strobel, che permette di realizzare una scarpa flessibile riducendo l’uso di adesivi e gli scarti di produzione.
- Da guardare se: cerchi una sneaker vegana stile barefoot, piuttosto elegante e lontana dall’estetica sportiva tradizionale.
- Materiali interessanti: mela, uva, canapa, mais, sughero, Tencel e gomma da fonti vegetali (a seconda del modello).



NAE
NAE, acronimo di No Animal Exploitation, è un brand portoghese nato a Lisbona nel 2008 e specializzato esclusivamente in calzature e accessori vegan. Tutti i prodotti sono privi di materiali e colle di origine animale e il brand è PETA-ApprovedPETA Approved Vegan Leggi Vegan. La produzione avviene in Portogallo, in fabbriche certificate e considerate responsabili dal brand. A seconda del modello vengono utilizzati sughero, AppleSkin, Piñatex, PET riciclato, cotone biologico e microfibre vegan. È interessante anche la varietà di materiali: il sughero viene prelevato dalla corteccia della quercia senza abbattere l’albero, mentre Piñatex utilizza fibre provenienti dalle foglie dell’ananas e AppleSkin sfrutta scarti dell’industria dei succhi. Quando disponibili per i singoli materiali, NAE utilizza certificazioni come OEKO-TEXOeko-Tex Standard 100 Leggi Standard 100, GRSGlobal Recycled Standard Leggi e GOTSGlobal Organic Textile Standard Leggi. Lo stile è probabilmente uno dei più vari della selezione: dalle sneakers minimal e casual a modelli più strutturati e fashion.
- Da guardare se: vuoi un brand interamente vegan ma non vuoi rinunciare alla varietà di stili.
- Materiali interessanti: sughero, AppleSkin, Piñatex e PET riciclato (a seconda del modello).



ID.EIGHT
ID.EIGHT è un brand nato in Italia con un’estetica che guarda soprattutto agli anni ’90 e alle sneakers retro-running. È uno dei brand più interessanti se ti incuriosisce l’utilizzo degli scarti dell’industria alimentare. Nelle sue sneakers trovi materiali come Uppeal, ottenuto dagli scarti delle mele, Vegea, derivato dagli scarti della produzione vinicola, BioVeg, a base di mais e micelio, e Desserto, ottenuto dalle foglie di cactus.
Il brand dichiara che le sneakers sono prive di materiali di origine animale e utilizzano in larga parte materiali riciclati certificati GRSGlobal Recycled Standard Leggi. La produzione attuale delle sneakers avviene in Portogallo, all’interno di una filiera europea. C’è anche un aspetto particolarmente interessante sul fine vita: ID.EIGHT raccoglie le proprie sneakers usate e le invia a impianti di riciclo, recuperando secondo il brand fino all’87% dei materiali.
- Da guardare se: vuoi una sneaker dal design riconoscibile e sei interessatə ai biomateriali e all’economia circolare.
- Materiali interessanti: bucce di mela, vinacce, mais, micelio, cactus e fibre riciclate (a seconda del modello).


COG
COG è un brand francese nato con l’obiettivo di creare scarpe completamente vegan e prodotte in Europa. Le sneakers vengono assemblate artigianalmente in piccoli laboratori familiari nel nord del Portogallo, mentre molti materiali arrivano da Italia e Spagna. Il brand utilizza materiali riciclati e vegetali: tra questi ci sono vinacce, sughero riciclato, cotone biologico, gomma riciclata e materiali ottenuti da PET riciclato. Alcuni modelli utilizzano anche materiali derivati dal mais.
- Da guardare se: cerchi sneakers vegan dal look urbano, comprese interpretazioni retro-running e modelli più classici.
- Certificazioni: PETA-ApprovedPETA Approved Vegan Leggi Vegan; OEKO-TEXOeko-Tex Standard 100 Leggi su alcuni materiali/modelli.
- Materiali interessanti: vinacce, mais, sughero riciclato, PET riciclato, bambù e gomma riciclata (a seconda del modello).


Will’s Vegan Shoes
Will’s Vegan Shoes è un brand nato a Londra nel 2012 e interamente dedicato a prodotti vegani. Le sneakers sono realizzate in Portogallo, mentre alcuni materiali arrivano dall’Italia. Una delle caratteristiche più interessanti è l’utilizzo di una similpelle vegan bio-based italiana composta per il 62–66% da materiali di origine vegetale derivati da colture cerealicole. Il resto è poliuretano: quindi, nonostante la componente vegetale, non è un materiale biodegradabile. Altri modelli utilizzano nubuck vegan in PU, Tencel e materiali riciclati. Alcuni materiali vegani sono certificati EU Ecolabel e conformi a OEKO-TEXOeko-Tex Standard 100 Leggi 100 e REACH. Il brand misura inoltre le proprie emissioni e utilizza il Climate Label, una certificazione indipendente relativa alla misurazione e riduzione delle emissioni.
- Da guardare se: vuoi una sneaker vegan a un prezzo ragionevole
- Materiali interessanti: pelle bio-based da cereali, Tencel, PU riciclato e gomma riciclata (a seconda del modello).



LaBante
LaBante è un brand britannico noto soprattutto per gli accessori vegan, che propone anche sneakers dall’estetica pulita e abbastanza classica. Le sue sneakers utilizzano una similpelle di mela italiana, ottenuta dagli scarti della produzione di succo, abbinata a suole in gomma naturale di origine vegetale e lacci realizzati con plastica riciclata. La scarpa viene progettata a Londra e realizzata artigianalmente in Portogallo. Tutta la calzatura è PETA-ApprovedPETA Approved Vegan Leggi Vegan. Per la produzione, LaBante dichiara inoltre fabbriche certificate secondo gli standard SMETA, che riguardano gli aspetti etici e sociali della produzione.
- Da guardare se: ti piacciono sneakers semplici, femminili e facilmente abbinabili, ma vuoi evitare la pelle animale.
- Materiali interessanti: AppleSkin, gomma naturale e PET riciclato (a seconda del modello).



8000Kicks
La protagonista è la canapa, utilizzata per la tomaia e presente in almeno il 55% della composizione dei prodotti. Il brand la sceglie per la sua resistenza, traspirabilità e durata e la tratta con un rivestimento bio-based per renderla resistente all’acqua. Un altro elemento interessante sono le suole realizzate con Bloom Foam, una schiuma ottenuta da alghe raccolte in eccesso, che vengono trasformate in materiale per le suole. 8000Kicks è un brand 100% vegan. La produzione è divisa tra Portogallo e Cina: il brand indica circa il 35% dei prodotti realizzati nello stabilimento portoghese e il 65% in Cina. Per quanto riguarda le certificazioni, la canapa viene sottoposta a test CITEVE e il brand richiede la certificazione OEKO-TEXOeko-Tex Standard 100 Leggi ai propri partner tessili.
- Da guardare se: vuoi una sneaker casual e sportiva e ti interessa sperimentare materiali diversi dal cotone e dalle fibre sintetiche.
- Materiali interessanti: canapa, schiuma da alghe, sughero e materiali riciclati (a seconda del modello).


Komodo
Komodo è uno dei brand più longevi della selezione: è nato nel Regno Unito nel 1988 e utilizza da anni fibre biologiche e riciclate. La proposta è più ampia rispetto alle sole sneakers e comprende abbigliamento, ma le Eco Sneako sono un esempio molto semplice di come si possano progettare sneakers con materiali relativamente essenziali. Il modello Classic utilizza 100% cotone biologico per tomaia e fodera e una suola in gomma naturale, per il 90% proveniente da fonti certificate FSCForest Stewardship Council Leggi e per il 10% riciclata. È inoltre 100% vegan. Komodo utilizza certificazioni come GOTSGlobal Organic Textile Standard Leggi e lavora con materiali biologici e riciclati. La produzione della collezione è distribuita in diversi Paesi, tra cui Nepal, India e Indonesia, a seconda del prodotto e della filiera. Lo stile delle sneakers è volutamente semplice: tela, silhouette bassa e colori facili da abbinare.
- Da guardare se: vuoi una sneaker classica in tela e preferisci puntare su materiali tradizionali ma certificati, invece che su biomateriali particolarmente sperimentali.
- Certificazioni: GOTSGlobal Organic Textile Standard Leggi; FSCForest Stewardship Council Leggi per la componente di gomma di alcuni modelli (a seconda del modello).



Etiko
Etiko arriva dall’Australia ed è nato nel 2005 con un obiettivo molto preciso: creare abbigliamento e calzature senza sfruttamento del lavoro. Oggi è una Certified B Corporation e utilizza certificazioni come Fairtrade e GOTSGlobal Organic Textile Standard Leggi. Le sneakers sono 100% vegan, con tomaia in cotone biologico e suole in gomma naturale. Il cotone è certificato GOTSGlobal Organic Textile Standard Leggi e Fairtrade, mentre la gomma naturale proviene da alberi coltivati in Sri Lanka ed è certificata FSCForest Stewardship Council Leggi. La produzione delle sneakers è legata soprattutto a Pakistan, mentre cotone e gomma provengono rispettivamente da India e Sri Lanka. Etiko dichiara inoltre di lavorare con fabbriche Fairtrade e di pagare un premio aggiuntivo destinato ai lavoratori. Lo stile è quello della classica sneaker in tela, con modelli low-top e high-top che ricordano volutamente le silhouette più tradizionali delle sneakers in canvas.
- Da guardare se: per te le condizioni di lavoro e il commercio equo sono importanti quanto i materiali.
- Certificazioni: Fairtrade, GOTSGlobal Organic Textile Standard Leggi, FSCForest Stewardship Council Leggi e B Corp.
- Materiali interessanti: cotone biologico, gomma naturale e, per alcune linee, canapa (a seconda del modello).



In conclusione: la sneaker giusta dipende da cosa vuoi privilegiare
In definitiva, non sceglierei una sneaker soltanto perché sulla scatola compare la parola “sostenibile”. Come abbiamo visto, dietro questa definizione possono esserci scelte molto diverse: materiali riciclati o di origine vegetale, certificazioni, condizioni di lavoro, produzione locale o attenzione al fine vita.
Se per te è importante evitare completamente i materiali di origine animale, puoi orientarti verso brand interamente vegan come Agazi, ID.EIGHT, COG, Will’s, LaBante, 8000Kicks e NAE. Se invece vuoi privilegiare fibre naturali e certificate, Komodo ed Etiko sono due realtà interessanti; mentre se ti incuriosiscono i materiali innovativi ottenuti da scarti, ID.EIGHT, Agazi, COG, LaBante e NAE propongono alcune delle soluzioni più interessanti. Per chi guarda soprattutto alla dimensione sociale della filiera, invece, Etiko merita attenzione per l’utilizzo di Fairtrade e la certificazione B Corp.
Non esiste quindi la sneaker perfetta per tuttə: l’obiettivo è capire quali aspetti contano di più per te e cercare informazioni che ti permettano di fare una scelta consapevole, senza fermarti alle parole utilizzate dal marketing.
In ogni caso, c’è una regola che vale più di qualsiasi certificazione: comprare un paio che userai davvero, che ti piace e che pensi di poter indossare per molti anni. La sneaker più sostenibile è difficilmente quella che rimane nell’armadio.
Lo stesso approccio vale anche per altri tipi di calzature. Se stai cercando un paio di stivali più sostenibili, ho raccolto in un’altra guida cosa guardare tra pelle, alternative vegan, certificazioni, materiali e provenienza:

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