I sandali sono forse tra le scarpe apparentemente più “semplici” da comprare, ma proprio perché un sandalo può essere realizzato con combinazioni molto diverse di pelle, materiali sintetici, fibre vegetali, gomma e materiali riciclati, vale la pena guardare un po’ più in profondità rispetto alla semplice etichetta “sostenibile”. Questa è una selezione di brand di sandali che mi piacciono, scelti per caratteristiche diverse: alcuni utilizzano pelle certificata o materiali riciclati, altri propongono alternative vegan, altri ancora puntano soprattutto sulla produzione locale, sulla durata o sul recupero di materiali.
Non considero quindi questi marchi “sostenibili” in assoluto: ogni prodotto ha caratteristiche e compromessi diversi e la scelta migliore dipende anche da ciò che è più importante per te. Se, per esempio, vuoi evitare completamente i materiali animali, cercherai caratteristiche diverse rispetto a chi considera prioritaria la durata di una scarpa o preferisce la pelle a materiali sintetici.
Cosa guardare quando scegli un sandalo
1. Il materiale della tomaia
La tomaia è la parte del sandalo che viene maggiormente a contatto con il piede e può essere realizzata in materiali molto diversi.
La pelle è un materiale resistente e, se un sandalo è ben progettato e realizzato, può durare molti anni. Puoi controllare se proviene da concerie certificate, per esempio Leather Working Group (LWGLeather Working Group Leggi), che valuta le pratiche ambientali delle concerie. È però importante ricordare che una certificazione della conceria non significa che il prodotto nel suo complesso sia “sostenibile”.
Se invece vuoi evitare materiali animali, esistono sandali in materiali sintetici, riciclati o di origine vegetale. Anche qui, però, “vegan” non significa automaticamente a basso impatto: molte alternative alla pelle contengono infatti poliuretano o altri materiali di origine fossile. Le cosiddette “pelli vegetali” meritano quindi un controllo in più. Un materiale può derivare in parte da scarti di mele, uva, mais o altre biomasse, ma questo non significa necessariamente che sia composto al 100% da materiale vegetale o che sia biodegradabile. Guardare la composizione completa è molto più utile che fermarsi al nome commerciale.
2. La suola
La suola è fondamentale perché determina in buona parte durata, comfort e possibilità di utilizzo del sandalo. Gomma, EVA, poliuretano, sughero e materiali riciclati hanno caratteristiche differenti. Una suola realizzata con materiale riciclato può ridurre l’uso di materia prima vergine, ma non per questo è necessariamente migliore sotto ogni punto di vista. Per un paio che vuoi usare per anni guarderei soprattutto a resistenza, grip, comfort e possibilità di sostituire o riparare la suola.
3. Quanto è fatto per durare?
Questo aspetto è facile da dimenticare quando si parla di materiali. Un sandalo realizzato con un materiale apparentemente “green” ma che si rompe dopo una stagione potrebbe essere una scelta peggiore di un sandalo più tradizionale che utilizzi per dieci anni. Controlla quindi la qualità delle cuciture, la solidità delle fibbie, la costruzione della suola e, soprattutto, chiediti quanto spesso riuscirai davvero a indossarlo. Un modello semplice e versatile che entra facilmente nel tuo guardaroba può avere più senso di un paio acquistato soltanto perché presenta un materiale innovativo.
4. Dove viene prodotto?
La provenienza non dice da sola quanto un sandalo sia responsabile, ma può essere un’informazione utile. Produzioni europee, per esempio, possono significare filiere più vicine al mercato italiano e una maggiore facilità nel conoscere il produttore, ma “Made in Europe” non è sinonimo di sostenibilità. Se per te la dimensione sociale è importante, cerca informazioni sulle fabbriche, sui lavoratori e sulle certificazioni o policy applicate alla filiera.
5. Vegan non significa necessariamente più sostenibile
È una distinzione particolarmente importante per le calzature. Un sandalo vegan non contiene materiali di origine animale, ma può essere costituito prevalentemente da plastica. Al contrario, un sandalo in pelle può avere una durata molto lunga ed essere realizzato con pelle proveniente da una conceria certificata. Non esiste quindi una risposta universale alla domanda “è meglio la pelle o un materiale vegan?”: dipende dalle caratteristiche specifiche del prodotto e dalle priorità di chi lo acquista.
7 brand di sandali che mi piacciono
ESSEN The Label
Sandali in pelle, design essenziale e produzione europea
ESSĒN The Label propone sandali stupendi dal design minimalista. Il brand utilizza pelle certificata Leather Working Group (LWGLeather Working Group Leggi) e dichiara di utilizzare pelle proveniente da sottoprodotto dell’industria della carne. Alcuni modelli utilizzano inoltre suole in gomma riciclata. La produzione è affidata ad artigiani e manifatture europee e il brand lavora anche con un modello di produzione on demand.
Ideale se: cerchi un sandalo elegante, minimalista e pensato per durare.



Agazi
Sandali vegan con materiali di origine vegetale
Chiamatemi svedese ma io amo gli zoccoli. Agazi è un brand polacco specializzato in calzature vegan e propone diversi sandali realizzati con materiali di origine vegetale. Tra i modelli ci sono sandali con materiali a base di funghi, uva, mais e grano, oltre a modelli con juta. Il brand dichiara inoltre di utilizzare materiali e componenti prodotti nell’Unione Europea, con una forte presenza di fornitori italiani.
Ideale se: vuoi evitare la pelle e sei interessata a materiali alternativi di origine vegetale.



Up-Fuse
Sandali e calzature realizzati recuperando materiali
Up-Fuse è un brand nato al Cairo che lavora principalmente con materiali recuperati. Nel tempo ha ampliato il proprio utilizzo di materiali di scarto includendo sacchetti di plastica, bottiglie di plastica, denim riciclato e pneumatici. Il brand combina il recupero dei materiali con una produzione locale e un progetto sociale legato alla creazione di opportunità di lavoro per le donne. La collezione comprende anche calzature.
Ideale se: ti interessa soprattutto il recupero creativo di materiali di scarto e la produzione artigianale.



NAE Vegan Shoes
Sandali vegan con sughero, materiali riciclati e alternative alla pelle
NAE è un marchio portoghese completamente vegan, che utilizza materiali differenti a seconda del modello: sughero, AppleSkin, Piñatex, cotone biologico, PET riciclato e microfibre certificate OEKO-TEXOeko-Tex Standard 100 Leggi. Alcuni materiali riciclati sono certificati GRSGlobal Recycled Standard Leggi e il cotone biologico può essere certificato GOTSGlobal Organic Textile Standard Leggi. Il brand produce in Portogallo.
Ideale se: vuoi un sandalo vegan e preferisci poter scegliere tra materiali con caratteristiche diverse.



ETIKO
Sandali e infradito Fairtrade con gomma certificata
ETIKO è un brand australiano noto soprattutto per l’attenzione alla filiera sociale e propone anche infradito e sandali. La linea di footwear utilizza, a seconda dei prodotti, materiali come gomma certificata FSCForest Stewardship Council Leggi e componenti Fairtrade. Il brand dichiara inoltre di lavorare sulla trasparenza della propria catena di fornitura e sul pagamento di salari dignitosi.
Ideale se: per te la dimensione sociale della produzione è importante quanto quella ambientale.



LANIUS
Sandali europei in pelle conciata al vegetale
LANIUS propone calzature realizzate in collaborazione con produttori europei. Per le proprie scarpe in pelle il brand dichiara di utilizzare pelle conciata al vegetale e priva di cromo, con produzione in Europa e materie prime provenienti dalla Germania o da Paesi europei vicini.
Ideale se: preferisci la pelle e vuoi cercare una produzione europea con attenzione ai processi di concia.
Acquista qui (mentre scrivo molti modelli sono sold out, ma magari quando leggi sono tornati disponibili)



Will’s Vegan Store
Sandali vegan con materiali bio-based e sughero
Will’s Vegan Store propone diversi modelli di sandali completamente vegan. Alcuni utilizzano una pelle vegan italiana bio-based composta per il 62–66% da materiali di origine vegetale, mentre altri incorporano sughero nella soletta o nella suola. È interessante anche la trasparenza del brand sulla composizione: la stessa azienda specifica che il materiale bio-based contiene comunque una quota di poliuretano e non è biodegradabile. I sandali sono prodotti in Portogallo.
Ideale se: cerchi un’alternativa vegan alla pelle senza rinunciare a un’estetica classica.



Quale sandalo scegliere?
Non sceglierei un sandalo soltanto perché nella descrizione compare la parola “sostenibile”. Prima guarderei il materiale, la qualità della costruzione, la durata prevista e il tipo di utilizzo che ne farò.
Se vuoi evitare completamente i materiali animali, puoi orientarti verso brand come Agazi, NAE, Will’s Vegan Store e alcuni modelli di ALOHAS. Se invece preferisci la pelle, ESSĒN The Label e LANIUS sono due opzioni interessanti da valutare, soprattutto per l’attenzione alla provenienza e ai processi di concia.
Per chi cerca un sandalo resistente e da usare anche in viaggio o all’aperto, Teva e KEEN hanno un approccio diverso da quello dei brand di calzature più eleganti: qui durata, funzionalità e versatilità diventano caratteristiche centrali.
In definitiva, più che cercare il sandalo perfetto, cercherei quello che risponde meglio alle tue priorità e che riuscirai davvero a utilizzare a lungo. È probabilmente uno dei criteri più semplici (e più utili) per fare un acquisto migliore.
Cerchi altre scarpe “sostenibili”?
Se stai cercando altre calzature “sostenibili”, puoi dare un’occhiata anche alle mie guide dedicate agli stivali e alle sneakers. Anche in questi casi, più che cercare il prodotto “più sostenibile” in assoluto, ho raccolto brand che mi piacciono e spiegato quali aspetti valutare prima dell’acquisto, dai materiali alle certificazioni, dalla durata alla possibilità di scegliere alternative vegan.
Se invece sei alla ricerca di un paio da utilizzare tutto l’anno, puoi partire da qui e confrontare le diverse opzioni: sandali per l’estate, sneakers per tutti i giorni e stivali per la stagione fredda, tenendo sempre conto delle tue esigenze e di quanto pensi di utilizzare davvero la scarpa.
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